Giorno 2 (21 ottobre)

Giro al mercato di prima mattina, per vedere un po' la città; è diverso dal Ghana, l'altra Africa che avevo visto. Dà meno l'impressione della provvisorietà. Inoltre sono presenti dei negozietti come li intendiamo noi, con scaffali e commesse, cosa che in Ghana praticamente non esisteva (i 2-3 centri commerciali di Accra, la capitale, sono frequentati solo da gente molto ricca).

Verso le 10 torniamo ed incontriamo Nick, che sarà il nostro autista e la nostra guida. Ci fa vedere un accenno di programma (per 15 giorni): quali posti visitare, dove andare, cosa vedere... spara un prezzo troppo elevato. Decidiamo di fare 10 giorni per una cifra che ci sembra ragionevole. Cosi si carica il "veicolo" e si parte, dopo aver comperato un po' di provviste e aver "assunto" un cuoco su suggerimento di Nick ("Tanto non vi verrà a costare molto...").
Inizia cosi la nostra avventura. Ci dirigiamo verso Meru; il programma è passare la notte nel villaggio dove è nata Sylvia, una località che penso si trovi nel Tharaka.

Le strade principali sono buone, quelle secondarie un disastro! Infatti non appena lasciamo Meru le strade sono al limite della percorribilità, trasformate dalla stagione delle piogge (che in questa regione è già iniziata) in scie di fango. Il van sbanda di qua e di là, oppure procede inclinato in maniera inverosimile; sembra di essere in giostra, ed è anche carino raccontarlo, ma vi posso assicurare che il viverlo è tutta un'altra cosa! Ci consoliamo con i paesaggi ed i colori dell'Africa: il rosso della terra, il verde delle piante, l'azzurro del cielo...

 



Arriviamo verso sera. Il villaggio è proprio un villaggio: 5 capanne, niente luce e naturalmente niente acqua. Il cesso è una buca nel terreno da cui si sprigionano i profumi dell'inferno. 2 cani, 2 mucche, qualche gallina e una decina di persone completano la scena. Siamo in un altro mondo. Il salto nella vera Africa è brutale e improvviso!

Ci vengono presentati i parenti di Sylvia (tra i quali vale la pena menzionare il fratello Alvin, un ragazzo che sprizza un'immensa allegria) e ci portano delle sedie ed una lampada a paraffina (ormai c'è un buio pesto). Tempo 30 secondi e siamo sommersi da una valanga di insetti, così chiediamo se è possibile per lo meno spostarla. Il nostro cuoco, dopo aver aiutato Nick a piantare le tende, prepara tè e caffè; la mamma di Sylvia per far onore agli ospiti fa uccidere una gallina...
 


Nel frattempo dentro il tè che ho preso ci finiscono non pochi insetti, però è buio e così non vedo cosa bevo. In compenso la mancanza di qualsiasi forma di illuminazione nel raggio di non so quanti kilometri ci fa apprezzare uno degli spettacoli più belli che la natura possa offrire: il cielo stellato! è un qualcosa di indescrivibile. La Via Lattea sembra un fiume di luce, si resta incantati di fronte a così tante stelle. Non c'è foto o descrizione che possa rendere minimamente ciò che abbiamo visto: vedere per credere!
Mentre ci godiamo questo spettacolo il cuoco tuttofare ci prepara anche la cena: tra le portate c'è una variante keniota degli spaghetti alla bolognese, in cui il gusto dello zenzero (molto usato nella cucina locale) fa un po' da valore aggiunto. Purtroppo le pentole vengono messe vicine alla lampada, e ancora una volta benedico il fatto che non ci sia luce dove mi metto a mangiare. Alla fine non so se ho mangiato più proteine per la carne o per le bestiole che ci sono finite sopra (che comunque non ci hanno rovinato l'appetito). Mentre sono intento a godermi la cena mi guardo un po' intorno e noto che tutta la "village people" mangia girata verso di noi. Sembra di essere al cinema, dalla parte del film, però! Di sicuro avranno qualcosa da raccontare per molto tempo: mzungu (l'uomo bianco) a cena...
Andiamo a letto presto. Mentre Nick ed il cuoco (che è un tipo alquanto singolare e taciturno) vanno a dormire in tenda, a noi viene offerta la "casa" di Alvin (almeno cosi mi pare): una capanna di fango e cemento, tetto in lamiera, forse 4x2m, con un separè di tela che divide un soggiorno da una camera da letto con 2 letti. Davide e Chiara si dividono un letto, io mi prendo l'altro un po' più piccolo. Le zanzariere sono troppo basse e mi tortureranno per tutta la notte. L'oscurità è totale! Ad un certo punto inizia a piovere: è il diluvio. Sembra uno dei nostri acquazzoni estivi, di quelli violenti, solo che dura per ore! Il fracasso della pioggia sulla lamiera è incredibile, ma la stanchezza ha il soppravvento anche su questo.