Giorno 3 (22 ottobre)
Dopo esserci svegliati al canto del gallo prima sorpresa (annunciata) della giornata: le strade per l'abbondante pioggia sono diventate impraticabili, quindi si deve ritardare la partenza; colazione con salsicce e omelette alla cipolla. Giro per il "vicinato": l'Africa rurale, l'Africa dei villaggi, gente che non parla inglese, aratura con i buoi, un ponte su un torrente che prima di attraversarlo bisogna raccomandarsi a Dio (soprattutto se le scarpe sono alquanto infangate).



Partiamo verso le 11. Per un tratto di strada, il più brutto, ci accompagnano un paio di uomini del villaggio, per aiutarci nel caso in cui il van si blocchi nel fango. Arrivare a Meru è un po' montagne russe, un po' pattinaggio artistico ed un po' pazzia. Ci si ferma in città a sistemare un po' il mezzo. I dieci minuti che ci dicono di aspettare diventano un'ora, cosi decidiamo di prendere in mano la situazione, perchè l'organizzazione africana non è delle "migliori".


Chiediamo cosi a Nick di andare al Meru National Park e di rimanere li anche per la notte. Cosi sia. Arriviamo al parco verso il tardo pomeriggio, in tempo per il "game drive" serale.
Dopo tanta strada fangosa ecco i sentieri polverosi: una nebbiolina color mattone accompagna ogni nostro movimento. Non siamo ancora entrati e già vediamo le prime bestie: dei babbuini, un elefante! e poi le zebre, le giraffe, gazzelle varie... dopo mezz'ora sono ustionato e impolverato. Rosso su rosso.



Piantiamo il campo dentro il parco; è veramente un bel posto. Per di più siamo gli unici turisti! Dopo 2 giorni ecco un vero cesso! e c'è pure la doccia! Manca la corrente ma fa lo stesso, ormai...
Il cuoco, che solo ora scopro chiamarsi Humphrey (spero che si scriva cosi), si mette prontamente a cucinare e Nick accende il fuoco per la notte, attorno al quale consumiamo la cena e ci raccontiamo le meraviglie dei rispettivi Paesi: noi dell'Italia e loro del Kenya. Molto suggestivo. C'è pure una specie di gattone selvatico che viene a banchettare nella nostra spazzatura... speriamo che non ci siano dei parenti più grossi!
La mancanza dei soliti rumori e delle luci della "civiltà" mi dà l'impressione di essere fuori dal mondo.
Lontano dal fuoco ci si deve muovere con la lanterna a paraffina o la torcia, perchè manca completamente l'illuminazione. Andiamo in bagno come i 3 Re Magi. Mi attardo un attimo ("andate pure, per tornare mi oriento con il fuoco") e voilà! un'altra sorpresa! Inizia a piovere. In qualche maniera arrivo alla tenda, naturalmente bagnato fradicio. Prima di mettermi a dormire devo scacciare 3 ragni che se si fossero coalizzati avrebbero potuto impossessarsi della tenda e mandarmi a bivaccare all'aperto...