Giorno 6 (25 ottobre)

Game drive al Nakuru National Park. Rispetto al parco che avevamo visitato a Meru questo è molto più trafficato, ed è un vero peccato. I fenicotteri visti da lontano sembrano una sottile striscia rosa. Purtroppo la giornata è nuvolosa e probabilmente con il sole lo spettacolo sarebbe molto migliore. Anche qui, nonostante la città sia veramente vicina, ci sono un sacco di animali: oltre alle ormai consuete scimmie, zebre e gazzelle di vario tipo abbiamo la possibilità di vedere da vicino i bufali (che sono veramente grandi), un altro tipo di giraffa e un po' di rinoceronti (una bella famigliola che pascola tranquillamente). Dalla "Baboon Cliff" ci godiamo uno splendido panorama! Poi via in riva al lago a vedere un altro variegato assortimento di fauna. C'è "odore di Venezia" (il lago non è d'acqua dolce). Assistiamo pure ad un "quasi agguato" (almeno questo è quello che capiamo dagli altri turisti attrezzati di cannocchiali e videocamere). Tuttavia la presenza di così tanti spettatori (siamo in ben 5 camionette) probabilemente scoraggia il predatore.




Sforiamo abbondantemente le 5 ore di safari. Torniamo nello squallido posto dove avevamo passato la notte perchè Nick ci dice che non ci sono altre alternative... così non va bene...
Bisogna fare buon viso a cattivo gioco e prendiamo l'occasione per farci finalmente una doccia. Io la faccio fredda perchè non capisco bene il funzionamento dello "scaldabagno": una resistenza che passa dentro il rosone della doccia e che scalda l'acqua poco prima che questa esca... da 626!



Nel tardo pomeriggio riusciamo a fare un'escursione al Menengai Crater. Ancora una volta devo dire che il panorama è bellissimo e sconfinato. Dall'alto si riesce a distinguere la circonferenza del cratere; l'interno è ricoperto da un fitto bosco da cui si levano qua e là dei pennacchi di fumo. L'altra "sponda" sembra lì, a portata di mano, ma il diametro supera i 4 o 5 km!  Il paesaggio sembra irreale... Ci raccontano che questo è un luogo frequentato da aspiranti suicidi. Sarà, però intanto stanno sorgendo qua e là delle strutture turistiche. Maledico il brutto tempo e la mancanza del sole. Tira un vento freddissimo, che non sembra tuttavia disturbare un bambino a caccia di mance: se ne va in giro in shorts e scalzo.
Altra notte al campeggio: la maggior parte dei visitatori se ne è andata, ma giusto per rompere le palle qualcuno accende un "vehicle" a pochi metri dalla nostra tenda e lo lascia acceso per più di mezz'ora in piena notte...