Ritorno a casa (5 e 6 novembre)

Il viaggio, neanche a dire, è stato una piccola avventura. Dopo essermi sistemato un po' (maniche lunghe ed asciugamano a mo' di coperta: la temperatura non appena ci siamo allontanati dalla costa è scesa) e dopo un po' di lezioni di swahili tenute da Sylvia, mi sono addormentato. Della nottata ho un paio di flash: la prima volta che mi sono svegliato il nostro autobus stava andando a passo d'uomo in una strada letteralmente invasa da camion fermi (un punto di sosta?). Il secondo ricordo è stato il momento in cui abbiamo forato. In Kenya, infatti, ci sono un sacco di posti di blocco della polizia. Per rallentare i veicoli usano un metodo alquanto efficace: due sbarre di ferro piene di punte (una per ogni senso di marcia) messe di traverso sulla corsia. Per permettere il transito le sbarre sono distanziate di qualche metro, cosicchè facendo una specie di "chicane" si può continuare tranquillamente per la propria strada. A volte, però, le sbarre sono troppo vicine, cosi i veicoli più lunghi (come ad esempio le corriere) anche facendo la chicane malauguratamente finiscono sopra le punte, con grave danno dell'integrità delle ruote e grande spavento degli occupanti del bus stesso! comunque il nostro autista, dopo aver adeguatamente insultato i poliziotti, ci ha condotti ad una specie di autogrill (forse lo stesso in cui ci eravamo fermati all'andata) ed ha prontamente cambiato la ruota (probabilmente sono cose che succedono abbastanza di frequente).

Arriviamo a Nairobi verso le7. Le nostre facce esprimono bene la nottata passata in autobus!Ci dirigiamo verso il Terminal Hotel per fare colazione nel ristorantino in cui eravamo andati nel nostro precedente soggiorno nella capitale ed in cui ci eravamo trovati molto bene. Con nostro grande dispiacere lo troviamo chiuso per "restauro"; siamo cosi costretti a puntare su un altro "bar", molto più raffinato ma molto meno simpatico. Alla fine contrattiamo per un taxi per farci accompagnare a casa dello zio di Sylvia; partiamo e dopo 200 metri ci fermiamo al distributore. Il taxista usa metà dei soldi per fare benzina. Siccome non è la prima volta che capita ne deduco sia una pratica abituale. In casa ci fermiamo poco: prima di mezzogiorno ci facciamo accompagnare alla fermata degli autobus e andiamo a fare un giro per Nairobi, così, un po' alla cieca. Ultimi acquisti prima di partire. Verso metà pomeriggio andiamo dal taxista che ci aveva accompagnato alla mattina per farci riportare al "quartier generale". Ripete la stessa scena del distributore e mi viene troppo da ridere...

L'aereo è a mezzanotte e 20, ma dobbiamo essere in aereoporto per le 11. L'idea è di  partire con un po'di anticipo per evitare inconvenienti. Ci laviamo un po' (niente doccia perchè manca l'acqua corrente) e prepariamo le valigie. Insistono per farci qualcosa da mangiare ed alla fine ci tocca capitolare. Saluti e baci a tutti (arrivederci o addio?); terzo taxi della giornata per accompagnarci all'aereoporto. Chiedo se per strada si può fermare un attimo: devo prendere un po' di terra come ricordo! Arrivati a destinazione troviamo una brutta sorpresa: c'è una fila interminabile! Per fortuna siamo in anticipo! Ci mettiamo in coda. Osservo la gente che torna dalle vacanze: abbronzati e puliti, trolley e trofei di pesca... Noi? Sporchi e zaino a spalle, ma con un'incredibile esperienza dentro! Arriva il mio turno: il doganiere mi fa aprire lo zaino e trova il sacchetto con la terra e la sabbia (e le mutande ed i calzini, ad essere proprio pignoli). "Perchè? cosa te ne fai?" "Un ricordo" gli dico. "Da noi non c'è una terra così rossa ed una sabbia così bianca!". Purtroppo non è sufficiente, vuole che lasci tutto lì "Non si può" mi dice... "Ma no!" protesto "vuoi dirmi che siete diversi dal Ghana? là mi hanno fatto portare a casa un ricordo" e cosi dicendo gli mostro il passaporto con il visto del Ghana. Sarà per l'orgoglio, sarà per la mia insistenza, alla fine mi lascia il malloppo! Fatto il check in ci aspetta una discreta attesa in aereoporto. Incredibile ma vero ritroviamo per la terza volta i ragazzi cechi! Aspettando l'imbarco faccio un giro per i negozi duty free. L'idea è quella di comperare un buon whiskey per un amico, ma alla fine non prendo niente(dovrei cambiare altri soldi e proprio non mi va).

Verso mezzanotte saliamo sull'aereo: prima brutta sorpresa! non è come quello dell'andata, è della Hapag Lloyd, più stretto e scomodo, niente schermino con giochi e film... e niente possibilità di reclinare il sedile! vabbè, me ne faccio una ragione e cerco di dormire lo stesso. All'arrivo a Zurigo seconda brutta sorpresa: è il 6 novembre, cambiano le regole negli aereoporti. Niente più liquidi nel bagaglio a mano, poco importa se presi al duty free o meno... per fortuna non avevo preso niente! Comunque dobbiamo lasciare ai doganieri la birra (la mitica Tusker), i succhi di frutta, shampoo, lozioni per le zanzare... alla brutta faccia loro. Certo che comunque potevano avvisare alla partenza! Nonostante sia mattina presto il malumore dilaga. Una bella signora si vede sequestrata in blocco il beauty-case, colmo di profumi creme cremine lozioni e chissà cos'altro. La cosa deve averla indispettita alquanto, visto che intorno a sè crea il vuoto a forza di insulti. Una coppia molto distinta è costretta a lasciare una borsa con vini sudafricani e alcuni superalcolici. Si incazzano così tanto che per protesta nella tratta Zurigo-Milano rifiutano persino di prendere il cioccolato che la hostess offre loro... e questi sono solo alcuni degli aneddoti che si potrebbero raccontare.

Il viaggio comunque sta per terminare. Sorvolando le Alpi svizzere (spettacolari) mi ritrovo a sorridere guardando certi paesini di montagna tutti ordinati e meticolosi, così in contrasto con la realtà da cui mi sono appena allontanato... Ultima foto insieme a Fiorenzuola: stanchissimi ma entusiasti dell'avventura che si è appena conclusa!